La versione 4.0 dell’industria italiana in crescita

Nel 2020 sono stati raggiunti i 4,1 miliardi di euro nel mercato delle industrie italiane, c’è stata infatti una crescita dell’8% che ha coinvolto la maggior parte delle industrie che lavorano con tecnologie IT, più del doppio di quelle che ancora oggi lavorano in OT.

Questi dati li stabilisce una ricerca dell’Osservatorio Transizione Industria della School of Management del Politecnico di Milano. Le imprese manifatturiere che hanno investito nell’ultimo periodo si concentrano in progetti quali acquisizione dati e progetti di connettività che valgono oltre i 2,4 miliardi di euro cioè il 60% della spesa totale. Il resto della spesa si suddivide fra cloud manufacturing, servizi di consulenza e formazione ad altre attività secondarie.

La crescita del mercato industriale è stata valutata più alta di quella che effettivamente c’è stata nelle previsioni 2019 ma sommariamente possiamo dire che non è ugualmente positiva se si considera che la pandemia globale ha mandato in ginocchio molte delle attività industriali e non.

Le previsioni per il bilancio di fine anno 2021 invece stanno già indicando un’accelerazione ulteriore della spesa che permettono di superare i 4,5 miliardi spinti in particolare dal cloud manufacturing (+30%) ed advanced automation (+20%). Continua la crescita dei servizi in fine per i quali si prevede un incremento del 15%.

 

Industria italiana 4.0

 

Le applicazioni di industria italiana 4.0 sono illustrate nel Piano Nazionale Transizione 4.0 e prevedono delle nuove opportunità sia per gli investimenti in beni strumentali sia per ricerca, sviluppo, innovazione e formazione dell’industria.

Durante questo periodo di pandemia mondiale lo smart working si è diffuso perfino nelle aziende manifatturiere, infatti, il 37% delle imprese ha dovuto aumentare la flessibilità sul lavoro, a partire dagli orari fino alla autogestione di alcuni compiti.

Il 28% delle aziende utilizza strumenti per tracciare le competenze, il 19% monitora le condizioni di salute dei suoi dipendenti e ben il 17% lascia libera scelta ai dipendenti se effettuare o meno lo smart working e in che percentuale. Oltre il 40% delle attività di formazione infine sono state remotizzate.

 

Arrivando al punto, ecco perché per le imprese è davvero fondamentale dotarsi di materiale e strumenti IoT per i processi di data driven, utilizzare piattaforme digitali per il lavoro a distanza, scegliere dashboard digitali e soprattutto avere tecnologie di cybersecurity all’avanguardia. La maggior parte delle imprese inoltre avverte l’esigenza di lavorare con maggiore autonomia e coinvolgimento nella digitalizzazione dei processi produttivi oltre che aumentare lo sviluppo con competenze tecniche, decisionali e gestionali.

Per quanto riguarda la sostenibilità aziendale il 15% delle imprese ha già sviluppato e concluso progetti in merito all’argomento, un terzo li sta ultimando e solo il 3% non ha il minimo interesse a svilupparle. L’idea di un marchio sostenibile al momento segue un forte trend che ha anticipato le tendenze di mercato futuro. Gli scarti di processo sono repentinamente monitorarti tramite indicatori che controllano emissioni inquinanti, rifiuti, consumo vario (48%)

 

Servitization: ampliare e trasformarsi nell’industria italiana 4.0

 

La consulenza strategica rispetto a quella operativa continua a non trovare ancora il giusto spazio nelle imprese ma nonostante le paure che hanno caratterizzato gli inizi, le aziende di consulting pare siano riuscite a trasferire le attività sui canali digitali riducendo di molto i possibili effetti negativi della pandemia ed aprendosi sempre di più ad un modello business con base sulla fornitura di servizi maggiormente sostenibili per il cliente: Servitization 4.0

Ad oggi due terzi delle imprese italiane utilizza beni strumentali e software tecnologici a fronte di una spesa mensile o periodica ma purtroppo le opportunità di offerte per la connessione dei macchinari sono ancora poco sfruttate. Solamente un terzo delle aziende prese in causa utilizza servizi informativi associati ad un macchinario. Le possibilità di miglioramento potrebbero essere molteplici come ad esempio l’individualizzazione di danni, malfunzionamenti e guasti e servizi di manutenzione preventiva basati sullo stato attuale del macchinario.

 

Una sola azienda su dieci, infatti, utilizza servizi per migliorare la gestione energetica dei macchinari e poche sono le industrie che hanno sviluppato recentemente soluzioni di manutenzione predittiva. Il MaaS (Manufacturing as a Service) è ancora quasi sconosciuto ma fortunatamente le prime aziende che lo stanno scoprendo stanno portando ad una sorta di piccola rivoluzione. Adesso non ci resta che aspettare e diffondere la conoscenza del MaaS nell’industria italiana.

 

Fonte: Industria 4.0 in Italia verso i 4,5 miliardi di euro